Dall’acquarello alla carta : Il mio Novembre tra colori, carta e incontri veri
- Audrey Dostes
- Dec 2, 2025
- 3 min read

Novembre è stato un mese un po’ speciale quest'anno.
C’è quell’energia frizzante prima del Natale, l’eccitazione dei preparativi, le liste che crescono e l’idea di scegliere quali tra le mie Muses — dipinte durante l’anno all’acquarello — meritano di diventare biglietti da condividere davvero con le persone.
Quest’anno ho anche due boutique del cuore che ospitano le mie creazioni, quindi la preparazione aveva un sapore ancora più bello. Ho passato giorni a riguardare le illustrazioni dipinte settimana dopo settimana nel mio bar preferito, a digitalizzarle con cura, a selezionare i colori e a creare quei file puliti da caricare sul sito di stampa professionale.
È stato un mix delle esperienze degli anni scorsi e di nuovi esperimenti. Un equilibrio tra ciò che so fare e ciò che voglio ancora esplorare.
E questo novembre, così pieno e creativo, ho voglia di raccontarlo.
L’idea che si trasforma in progetto
Tutto è iniziato con un pensiero semplice: “E se portassi le mie illustrazioni nelle mani delle persone, durante il periodo più luminoso dell’anno?” Da lì è nato il desiderio di trasformare le mie Muses Parisiennes in una collezione di biglietti eleganti, poetici, un po’ rétro.
Quelli che si aprono lentamente e regalano un sorriso prima ancora di leggere le parole.

La fase creativa: un anno di Muses, un tavolo di bar, e tanti sguardi amici
La mia collezione di biglietti non nasce in un unico slancio, ma cresce lentamente durante l’anno, come un piccolo rituale. Ogni settimana dipingo una nuova Muse nel mio bar preferito, in centro a Gallarate — quel luogo dove il rumore delle tazzine si mescola alle chiacchiere delle habitué e ai volti nuovi che passano, curiosi.
È un ambiente vivo, pieno di micro-storie che filtrano nei miei colori. Lì, tra un cappuccino e un sorriso condiviso, le mie Muses prendono forma: anonime eppure familiari, eleganti ma con un’imperfezione che le rende reali.
E per questo Natale, ho voluto spingermi un po’ oltre: ho creato due Muses speciali, pensate appositamente per il periodo delle feste. Una piccola sorpresa nella mia collezione, nata per portare un tocco di eleganza e poesia proprio dove serviva.

La stampa: vedere le idee incarnarsi
Quando il pacco è arrivato, nel silenzio della mattina, ho sentito un’emozione quasi infantile. Aprire quelle scatole è stato come incontrare versioni nuove delle mie opere: nitide, preziose, pronte a vivere la loro vita altrove.
È un momento che un’artista riconosce: quello in cui ciò che hai creato smette di appartenerti completamente.
La vendita diretta: arrivate subito dopo l’annuncio
Le richieste sono arrivate quasi subito, appena ho annunciato che il pacco dei biglietti era finalmente arrivato. Amiche, conoscenze e anche qualche persona nuova mi hanno scritto per vederli, chiedere informazioni o prenotarne qualcuno.
Questi piccoli scambi immediati hanno dato il via alla vendita diretta in modo molto naturale, semplice, quasi spontaneo — ed è stato davvero bello.

Cosa mi porto nel nuovo anno
Questo dicembre è stato un laboratorio vivente: fatto di creatività, logistica, piccole sfide e tanta gratitudine. Mi ha insegnato che la bellezza nasce nei dettagli, e che condividere ciò che creo è una forma di dialogo. Per il prossimo anno, desidero continuare su questa strada: più illustrazioni, più incontri, più progetti che uniscono cuore e professione.
✨ Se ti piace il mio mondo fatto di acquerelli, Parigi e femminilità velata, ti invito a scoprire
la pagina dedicata alle mie Muse sul mio sito.
E se hai una domanda, un progetto in mente o semplicemente curiosità… sono qui.
Scrivimi quando vuoi ✨

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